Etna Trekking: Un percorso fai da te fino a quota 3000 m

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By on 2 agosto 2018

Un’escursione sull’Etna è un’esperienza unica al mondo. Arrivare fino in cima, sui Crateri Sommitali, è nella top list delle cose da fare in un viaggio in Sicilia. Ma quanto costa?

Se pensi alla Sicilia, pensi di sicuro anche all’Etna. Una delle esperienze di viaggio che dovrai fare se vieni nella mia bellissima isola è proprio quella di salire fino in cima. Ma può diventare veramente troppo dispendioso sia da solo che con tour organizzati.

Ecco qui la mia esperienza per un’escursione in totale sicurezza.

Partenza: Rifugio Sapienza

(quota 1900m)

E quindi si parte! Saliamo in macchina fino al Rifugio “Giovanni Sapienza” salendo dalla strada provinciale 92. Arrivati al rifugio si può lasciare la macchina (parcheggio a pagamento: 6€ intera giornata) e inizia l’avventura. Già qui la vista offre uno spettacolo su Catania e la piana circostante e proprio accanto al piazzale del rifugio si possono visitare i Crateri Silvestri (quota 1900m).

Per iniziare il trekking verso la cima si può scegliere se partire già a piedi affrontando una salita veramente ripida oppure fare il primo tratto con la funivia fino a quota 2500m.

Per questa volta scegliamo di prendere il passaggio della Funivia, anche per risparmiare un po’ di tempo. Il biglietto andata/ritorno costa 30€ e l’ultima discesa per tornare è alle 16:30. Facciamo il biglietto e partiamo, in una decina di minuti arriviamo ancora più in alto. Qui inizia il paesaggio lunare.

Da qui si può continuare ancora comodamente con dei fuoristrada (a pagamento) che ti portano fino a 3000m. Questa volta scegliamo le nostre gambe!

Intorno a noi vediamo solo cenere nera che si declina in colori diversi scendendo dai declivi dei crateri. Vegetazione non ce n’è quasi più, abbiamo avvistato solo qualche cespuglietto prima di uscire dalla funivia. Adesso è pieno deserto, nero!

Piano del Lago e Torre del Filosofo

(quota 2500m)

Il sentiero passa subito intorno ad un primo cratere “Monte Escrivà” alla nostra destra, mentre di fronte a noi svetta Lei. La cima maestosa che ho sempre visto da casa mia, dal mare, o al massimo dalla pineta in estate per qualche pic-nic.

Camminiamo su quello che è chiamato il Piano del Lago, un tempo occupato da un piccolo laghetto stagionale dopo lo scioglimento delle nevi. Ormai non vi è più traccia del laghetto dopo l’eruzione del 2001 che ha dato vita al Monte Escrivà.

Cominciamo a salire, sulla nostra destra adesso si apre la vista sulla Valle del Bove e oltre si vede tutta la costa fino a casa mia, Taormina. Ma è un giorno veramente afoso, quindi la visibilità è un po’ limitata. Ma lo spettacolo è comunque incredibile e cerco di trovare il modo di raccontarlo al meglio attraverso la reflex.

Dopo un dislivello di circa 500m giungiamo ai piedi della Torre del Filosofo, punto dove si fermano anche i fuoristrada e da dove partono le escursioni per i crateri sommitali. Da qui si può proseguire nella salita solo con guide specializzate.

Si suppone che la Torre del Filosofo fosse la dimora dell’agrigentino Empedocle, che secondo la leggenda si gettò dentro il cratere dell’Etna per dimostrare ai suoi concittadini la sua immortalità. Dopo aver compiuto il folle gesto, l’Etna avrebbe sputato un suo sandalo a dimostrazione della sua natura mortale.

Non avendo organizzato nulla noi decidiamo di goderci comunque quello che il luogo aveva da offrirci senza salire fino in cima. Ci dedichiamo ad esplorare i Crateri Barbagallo che sorgono proprio accanto a Torre del Filosofo.

Crateri Barbagallo

(quota 2800m)

I crateri Barbagallo si sono formati con l’eruzione del 2002, una delle più importanti e distruttive negli ultimi anni. Io ricordo bene che alla mia generazione ha “fruttato” un mese senza scuola. Ricordo ancora la paura, quella mattina dopo una notte di terremoti, mi affacciai alla finestra e vidi una colonna di fumo immensa che arrivava proprio in direzione di casa mia. Fu allora che conobbi la potenza dell’Etna, fu allora che conobbi anche la sua “benevolenza”. Nonostante gli ingenti danni a tanti paesini etnei, non si registrarono morti.

E solo quando mi trovo in cima al cratere mi rendo conto di cosa è successo quei giorni, e soprattutto della sua potenza. Ricordo ancora i boati che sconquassavano finestre e timpani ad una trentina di km in linea d’aria. Se si può descrivere in poche parole quello che si vede intorno scelgo: potenza e imponenza!

Sei circondato da elementi colossali, davanti a te si aprono due bocche enormi, due montagnette che si sono formate in cosi poco tempo, che sono più giovani di te! Tutto quello che ti circonda è più giovane di te, a dispetto della solita sensazione che la natura intorno a noi è antichissima.

I Crateri Barbagallo prendono il nome da una storica famiglia di guide alpine che sin dall’800 portano turisti a rimanere affascinati da cosi tanta bellezza. Sono visitabili liberamente, si può percorrere tutto il loro perimetro e godere di una vista spettacolare (quel giorno andava da Taormina a nord, Catania e oltre a sud e la piana di Catania verso ovest).

Consumiamo qui il nostro pranzo a sacco, un pranzo con super vista!
Dietro di me continuano a passare i gruppi di turisti che continuano a farsi selfie, 5 minuti e vanno via. Mi sdraio comodamente sul pendio del cratere e mi godo lo spettacolo che danno davanti ai miei occhi.

Scendendo da un sentiero abbastanza ripido ritorniamo sul sentiero principale che prima ci ha condotti a Torre del Filosofo e attraversandolo ci avviamo verso la Valle del Bove.

La Valle del Bove

Procedendo verso il ciglio dell’altopiano vedo aprirsi sotto di me la vastità di una valle che per secoli ha inghiottito le eruzioni dell’Etna. È inspiegabile la sensazione che si prova quando ad un certo punto sei lì. Oltre non puoi andare, a meno che tu non voglia cadere nel precipizio.

Davanti a me c’è solo uno spettacolo della natura, uno di quelli che guardi per ore cercando di fissare ogni minimo dettaglio come se il tuo occhio fosse lo specchio di una reflex immaginaria.

La valle del Bove è una conca che si apre sul versante orientale del vulcano formatasi 64.000 anni fa dal collasso dei predecessori dell’Etna (Trifoglietto I e Trifoglietto II). La caldera che si venne a formare è profonda 1 km e larga 5 km con una superfice di 37 km2 mentre il cono vulcanico dell’attuale Etna si formò 34.000 anni fa a nord – ovest del precedente Trifoglietto II.

Ci fermiamo anche qui a guardare la meraviglia della natura. Una valle che sembra immensa, delimitata da una cresta montagnosa che la cinge a ferro di cavallo. È un vasto calderone dove si collezionano le colate laviche storiche e preistoriche. Per attraversarla ci vuole un’altra escursione, quindi per questa volta mi fermo qui e porto a casa occhi pieni di bellezza.

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  • Santiago de Compostela
10 October 2016

I would have never imagined that walking through floor I would have felt so peaceful. Those last steps till the cathedral gathered the whole steps I did since Saint Jean Pied de Port. All steps that enclosed my life in a dream lasted 30 days. 
Then, on that floor I was born again. 
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  • Two year ago I was about to arrive in Santiago de Compostela after 30 days.
The 30 days hardest of my life. The Camino is not just a trekking, it's a full immersion in your essence. It can be your faith, your pain, your challenge. I know why I've done it and I know how I've been felt at the end of the route: powerful! We can do anything we want if we really believe it! 
Then... Take your shoes and go walking!
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