Cammino di Santiago

Il mio Cammino di Santiago #2 – Da Estrella a Burgos

By on 11 Marzo 2019

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Dopo le prime tappe del nostro Cammino di Santiago caratterizzate da tempeste, lezioni di vita (ne parlavo qui) e piedi distrutti diciamo che il mood del nostro viaggio comincia a migliorare.

Ricapitolando, avevamo attraversato i Pirenei sotto una tempesta, arrivati “trionfalmente” a Roncisvalle e Pamplona. Avevamo scalato l’Alto del Perdon fino ad arrivare a Puente la Reina dove abbiamo passato la notte.

Estella – Diario Cammino di Santiago

Passando attraverso uno dei ponti più belli lungo il cammino si lascia questo splendido paesino basco e si lascia anche il fiume Arga. Da qui inizia un dolce saliscendi fra valli di grano e qualche vigna, tutte costellate da villaggi medievali arroccati sulle colline.

Io comincio a sentire la fatica, qualche dolore muscolare, forse dovuti allo sforzo compiuto per raggiungere Pamplona a tutti i costi. Ma arrivare ad Estella è una delizia per gli occhi e per l’anima.

La Estella del cammino si chiama così per il miracolo delle stelle ma io la conosco perché ci ha fatto scoprire la vera anima di questo nostro viaggio, la condivisione. Infreddoliti e stanchi, veniamo accolti in un ostello donativo da Rosa che prontamente ci offre una zuppa calda e tante risate.

In serata si uniscono a noi altri italiani e la giornata non poteva che finire con una bella Amatriciana. Forse non sono riuscito ad insegnarle a cucinare la pasta, ma il calore e l’allegria di quella sera rimangono fra i miei ricordi più belli.

Los Arcos – Diario Cammino di Santiago

Dopo Estella ogni pellegrino ha un solo pensiero ed obiettivo: la fonte del vino!

La famosa fonte che eroga vino oltre che acqua. Questo miracoloso rubinetto si trova ad Irache, pochi chilometri da Estella. Quello è stato il primo giorno in cui ci siamo svegliati presto, felici di iniziare un’altra giornata di cammino pensando che avremmo fatto colazione con del vino offerto.

Invece, ahimè, forse perché era troppo presto per bere vino, forse perché era periodo di vendemmia, il rubinetto non ha erogato una sola goccia alcolica. Nonostante la disillusione procediamo fra le dolci valli piene di uva ancora da raccogliere e campi di grano già tagliati.

Arrivati a Los Arcos non abbiamo potuto neanche continuare il nostro rituale ormai quotidiano. Cercare la bottega del paese, comprare viveri e cucinare in albergue. Era domenica, tutti i negozi chiusi tranne la chiesa. Quindi, dato che sembrava una giornata sfortunata la migliore idea è stata quella di partecipare alla benedizione del pellegrino.

Cerimonia che si rivelerà proficua per il nostro viaggio, dato che ha allontanato le nubi che da giorni minacciavano pioggia e ci ha dato nuovi compagni di viaggio.

Logroño – Diario Cammino di Santiago

Si riparte con una nuova energia, forse la benedizione, forse i nuovi compagni, di sicuro cominciavamo a prenderci gusto. Il giorno inizia con un’alba spettacolare che ci lascia come paralizzati ad ammirarla in mezzo ai soliti campi di grano.

Probabilmente ci sussurrava la giornata che ci aspettava, alla scoperta di chiese templari, tombe dei Borgia e feste nella capitale spagnola del vino.

Può essere! Ma se cerchi un viaggio che ti faccia crescere, che ti faccia emozionare oltre quel semplice selfie con il monumento alle tue spalle e che non dimenticherai per tutta la vita ecco cosa devi fare:

Najera – Diario Cammino di Santiago

Le rinomate vigne sterminate della Rioja diventano il paesaggio predominante. Abbiamo uva a mai finire intorno a noi. Si sviluppano ovunque ma in modo ordinato, lineari, e raccontano una tradizione agricola molto radicata nella regione.

Già in epoca romana i vini qui prodotti andavano a inebriare le feste della capitale. E noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiarli alla Festa del Vino di Logroño!

Ora sappiamo che tapas, pinchos, e tanto, tanto vino sono gli ingredienti fondamentali per una fiesta!

Redecilla del Camino – Diario Cammino di Santiago

Da Najera la strada continua a districarsi in mezzo alle vigne, sono lontani ormai i boschi, i tetti in legno e i ruscelli che seguivano il tragitto. Adesso ci si avvicina alle mesetas e il passaggio è graduale.

Camminando ti accorgi di ogni differenza, ma il tutto avviene lentamente, passo dopo passo si lasciano le vigne e si entra in Castiglia. Qui il paesaggio diventa quasi monotono, o almeno dominato da due colori: il grano e il cielo.

San Juan de Ortega – Diario Cammino di Santiago

In realtà quello era solo un assaggio di quello che ci aspettava in futuro. Stavamo già abituandoci al sole intenso, alla strada di ghiaia bianca, e al cielo di un azzurro intenso, che facevano da contorno alla monotonia gialla dei campi.

Quando ci imbattiamo in un bosco di querce altissime. Camminiamo da soli in mezzo a quello che sembra essere un esercito immenso di alberi, su quella che avrebbe dovuto essere un’autostrada ma è ancora solo un cantiere, o meglio una ferita che taglia il corpo sterminato di questo bosco.

La strada sembra non finire mai, ma nel pomeriggio tardo arriviamo nel piccolo borgo di San Juan de Ortega. Dove scopriamo la conformazione della maggior parte dei villaggi lungo il cammino. Il borgo in realtà è formato dall’importante monastero, da un albergue, e da una bottega. Tutto intorno è bosco.

Burgos – Diario Cammino di Santiago

Il mattino seguente, dopo la notte più insonne dovuta alla “camerata”, il cammino ci ha riservato l’emozione di camminare al buio, con la nebbia, in mezzo al bosco.

Alle prime luci dell’alba, la foschia cominciava a diradarsi e ci rendiamo conto di essere ad Atapuerca, luogo di ritrovamento del famoso ominide preistorico. Purtroppo, ancora una volta arriviamo troppo presto per poter visitare il museo a lui dedicato e continuiamo in vista della prima grande città, Burgos.

Prima di arrivare al centro storico della città siamo stati quasi schiaffeggiati dalla periferia. Non perché sia brutta o degradata. Qui, gli occhi che fino a poco prima erano abituati a sconfinare nella vista fino all’orizzonte devono bloccarsi contro palazzi, asfalto, cancelli, autobus, macchine. E non senti più i “Buen Camino!” del vecchietto che ti incrocia per strada sorridente. Qui torni un po’ ad essere un anonimo in mezzo ai rumori della città.

Eppure il centro medievale è un posto meraviglioso, Burgos si è rivelata una bella sorpresa. La più bella cattedrale del cammino, le piazze ampie e popolate, le vie tortuose, ma anche i tapas bar la rendono vivace e accogliente.

E mi rendo conto che forse era solo lo shock di rientrare in un contesto a tutti noi familiare, la frenesia quotidiana.

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