10 Cose da non fare sul Cammino di Santiago

Guida Travel Tips
By on 8 novembre 2016

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Quando ho deciso di partire per fare il Cammino di Santiago sapevo già che non sarebbe stato un viaggio come tanti altri, sapevo bene che ci vuole preparazione, organizzazione e soprattutto determinazione. Nonostante avessi già letto e sentito storie di persone che l’avevano già fatto, mi sono documentato almeno un minimo per non partire impreparato. Su internet si trova una varietà quasi infinita di esperienze condivise, di consigli e guide, ogni paese del mondo sembra avere un suo repertorio. Io le ho trovate molto utili nel periodo antecedente la partenza, sempre pieno di ansie e dubbi.

Adesso che son tornato a casa, vorrei contribuire anche io sia con ciò che ho potuto provare in prima persona sia con esperienze di persone che ho conosciuto. Voglio iniziare proprio con una lista di cose da non fare durante il Cammino. Alcune di queste sono state determinate da decisioni sbagliate che ho preso, altre da semplice ignoranza, altri sono stati errori di terze persone che ho incontrato. Ovviamente non ti dirò quali sono stati i miei, spetta a te immaginarlo o se sei davvero curioso chiedi pure con un commento.

1 – Non risparmiare su calze e scarpe

Dovendo affrontare una “passeggiata” di centinaia di chilometri è quasi superfluo dire che l’investimento migliore per il tuo viaggio consiste nelle scarpe e nelle calzature. Io ho comprato le scarpe “La Sportiva – Ultraraptor” e posso assicurarti che è stata la scelta migliore (ne parlerò ampiamente in un prossimo articolo). Per quanto riguarda le calze invece ho sbagliato comprando dei calzini da trekking a fantasmino in filo d’argento. La loro migliore qualità è quella di prevenire la formazione di funghi o batteri e sono anche perfetti contro i cattivi odori. Già dopo i primi giorni sono comparse vesciche su tutti e due i piedi, cosa che mi ha provocato problemi nel camminare per la prima parte del cammino. Quindi ho comprato i classici calzini da trekking rinforzati che fasciano e ammortizzano il piede e la storia è subito cambiata. Una volta risanate le vesciche già formate non ho più avuto problemi.

2 – Non partire da Saint Jean Pied de Port col piede sbagliato

Il primo giorno, quando arrivi nel bellissimo paesino francese in cui inizia l’avventura ti senti emozionato, ansioso, fremi per partire appena possibile. Ecco, so che non ti farà piacere, ma nonostante sia uno dei paesi più cari di tutto il cammino fermati una notte e riparti il giorno dopo di mattina presto. Quasi tutti i mezzi pubblici arrivano a metà mattinata o a mezzogiorno, quindi sfrutta il pomeriggio per richiedere la credenziale (se non l’hai già presa in Italia) o per farla timbrare con il primo “Sello”. Come già saprai, il meteo sui Pirenei è altamente variabile e come prima tappa ti aspetta la fatica più grande che affronterai in tutto il cammino. Quindi meglio partire di mattina presto, e sempre con bel tempo.

3 – Non partire senza un poncho adeguato

Come ho già scritto nella precedente il meteo sui Pirenei è altamente variabile, quindi è molto importante che già il primo giorno di cammino tu sia munito di un poncho adeguato. Non di quelli in semplice plastica usa e getta, ma di quelli “professionali”. Ti consiglio di portarlo già da casa, perché i prezzi lungo il cammino non sempre sono onesti e rischi di spendere più del dovuto. Oltre al fatto che già il primo giorno potresti imbatterti nella pioggia e ti posso assicurare che non è una bella esperienza.

4 – Non allungare troppo i chilometri da fare prima di aver capito il tuo ritmo

Anche se le guide hanno suddiviso già le tappe da fare giorno per giorno, ti renderai subito conto che potrai gestirti i chilometri quotidiani in base ai tuoi ritmi e alle tue esigenze. Il mio consiglio è quello di non esagerare, di non spingerti troppo oltre. Soprattutto i primi giorni di cammino, il tuo corpo non è ancora abituato e ne soffrirai per i giorni successivi. Quindi inizia con le tappe suggerite e se ne hai la necessità e la capacità fisica, quando senti di poter continuare a camminare oltre la tua tappa giornaliera allunga pure di qualche chilometro. Ovviamente il senso del cammino è quello di prenderti i tuoi tempi, gestire il tuo corpo e lo sforzo fisico, quindi segui il tuo istinto ma non forzare troppo.

5 – Non arrivare tardi nelle città grandi o nei paesini di interesse

Il cammino francese passa attraverso alcune delle più belle e leggendarie città spagnole e quasi tutti i pellegrini non hanno la possibilità di fermarsi anche solo due notti per avere la possibilità di visitarle al meglio. Soprattutto chi viaggia come me, con budget ridotto e un volo di ritorno già prenotato, non può fermarsi più di una notte e ripartire la mattina dopo, come tutti gli altri giorni.

Per avere la possibilità di vedere la maggior parte delle attrazioni di città come Burgos, Leon, Ponferrada e via dicendo, abbiamo sempre cercato di arrivare verso mezzogiorno nel sito di nostro interesse. Decidendo in anticipo quale città avremmo voluto visitare meglio, abbiamo gestito le tappe in modo da trovarci sempre a “pochi” chilometri dal nostro obiettivo il giorno prima, e la mattina seguente con poche ore di cammino saremmo arrivati a destinazione intorno a mezzogiorno. Così avevamo il tempo di sistemarci in albergue (prima delle 12.00 non puoi effettuare il check-in in quasi nessun albergue municipal) e sfruttare tutto il pomeriggio per visitare la città.

6 – Non arrivare prima delle 9.00 alla fonte del vino di Irache

Se stai leggendo questo elenco molto probabilmente sei in procinto di partire o ci stai ancora pensando. Nel primo caso, avrai sicuramente già sentito parlare della fonte del vino. Nel secondo caso, se ancora non lo sai, uno dei tanti motivi per cui dovresti fare il Cammino di Santiago è anche quello di poter bere vino gratis! Si, hai letto bene! La fonte “miracolosa” si trova in Navarra, in un paesino chiamato Ayegui subito dopo Estella (tappa suggerita dalle guide, e che merita una sosta per la sua bellezza medievale). Noi abbiamo soggiornato proprio ad Estella, in un’albergue donativo gestito da volontari fantastici.

La mattina seguente, sapevamo della presenza di questa Bodega Irache che distribuisce gratuitamente acqua e vino a tutti i pellegrini per rifocillarli dalle loro sofferenze. La nostra sfortuna è stata quella di arrivare lì troppo presto. Partendo di buon mattino, come ogni bravo pellegrino dovrebbe fare, siamo giunti alla fonte poco prima delle 8.00 trovando chiuso il rubinetto del vino. C’è chi ci ha detto che la causa era il periodo in cui siamo passati, ovvero seconda metà di settembre, subito dopo la vendemmia e che quindi le botti erano vuote. Altri sostenevano che fosse colpa dell’orario, perché è possibile rifocillarsi con il vino gratuito solo dopo le 9.00 del mattino. Quindi, attenzione a pianificare per bene il vostro tragitto per giungere qui ad un orario sicuro. Fatelo per me che non ho avuto questa occasione.

7 – In Galizia non è possibile cucinare negli albergues municipales

La Galizia, pur essendo la regione finale del Cammino in cui si trova la meta, ovvero Santiago, pecca di una mancanza. Dispone di un ottimo servizio di albergues municipales, fanno tutti parte di una rete comune con gli stessi servizi, a volte anche le strutture sono simili fra loro. Tutti gli albergues hanno persino la stessa password del wi-fi, in modo che i pellegrini debbano effettuare la registrazione on line solo una volta e poi collegarsi automaticamente in tutti gli altri.

Però, nonostante il giudizio complessivo sia ottimo, l’impossibilità di cucinare all’interno degli ostelli è proprio un grande difetto. Infatti, in qualsiasi struttura è presente una cucina ma nessuna ha posate, pentole, piatti, ovvero tutto l’occorrente per risparmiare (non poco) e cucinare. Ovviamente spero che in futuro la situazione cambi, perché personalmente posso dirvi che la Galizia è stata la regione in cui ho speso di più proprio a causa di questo inconveniente. Quindi, vi consiglio di programmare il vostro budget pianificando di dover mangiare in qualche ristorante o bar.

8 – Non chiedere un semplice caffè, o espresso, ma un Caffè Solo

Che non me ne vogliano i miei amici spagnoli, ma per la maggior parte degli italiani il Caffè, l’unico vero e inimitabile caffè è l’espresso per come siamo abituati a berlo in Italia. Può sembrare una presunzione, ma è una semplice questione di abitudine. Il caffè si può preparare in svariati modi, ognuno valido e che porta con sé tradizioni popolari a volte complesse. In Spagna sono soliti prendere un caffè più lungo, meno forte rispetto al nostro Espresso. Dopo svariati tentativi, chiedendo alle persone del posto come fare per ottenere un caffè all’italiana un signore spagnolo ci ha svelato un segreto, ovvero di chiedere un “Caffè Solo” e ti posso assicurare che da quel momento la mia vita lungo il cammino è cambiata.

9 – Non usare bastoni per camminare

Questo è un consiglio che do a livello personale, quindi in base alla mia esperienza e al mio modo di vedere il cammino. Sin dal primo giorno, che è stato anche il più faticoso, non ho mai pensato di usare i bastoni da trekking per aiutarmi lungo il tragitto. Forse perché sin dal momento in cui ho deciso di partire ho visto questo viaggio come una sfida personale. E come sfida personale doveva essere svolta soltanto da me, senza alcun “aiuto”. Quindi senza demonizzare chi li usa, anche perché molte volte sono assolutamente necessari per problemi di salute, se puoi io ti consiglio di non usarli e camminare sulle tue sole gambe. Vedrai che la soddisfazione sarà maggiore quando arriverai con la sola forza delle tue gambe davanti alla Cattedrale di Santiago, e sarà tutto merito tuo e della tua determinazione.

10 – Non demordere, Animo!

Infine, il più importante e mai banale: non demordere! Ci saranno momenti di malumore, di stanchezza e stress. Fa parte di tutto il pacchetto che hai “comprato” quando hai iniziato il Cammino. Proprio in quei momenti devi raccogliere le forze e continuare, dovrai imparare a gestire il tuo corpo, le tue emozioni e i tuoi pensieri. È proprio questo il senso del Cammino. Ma non ti preoccupare, troverai sempre qualcuno che con un sorriso ti augurerà “Buen Camino!” e magari a fine giornata sarai con lui/lei a bere una cerveza al bar.



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