Cammino di Santiago

Il mio Cammino di Santiago – Diario di Viaggio – 1. La partenza

By on 25 Gennaio 2019

Available in: enEnglish

Questo è il Diario di Viaggio di due pellegrini che volevano soltanto percorrere il Cammino di Santiago, senza troppe pretese. Pensavano fosse un trekking lungo 700 e passa chilometri.

E che strada facendo hanno scoperto che non è una semplice strada segnata da milioni di frecce gialle. È un percorso interiore che ti mette a nudo con te stesso.

 

Tutto ha avuto inizio quando sono tornato dall’Irlanda.

Gabriele, musicista d’eccellenza e aspirante cuoco, è la sua festa di compleanno. È appena scampato da un brutto incidente, diciamo che ha visto la morte in faccia. O forse ha visto la sua vita scorrergli davanti insieme al guard rail che ha distrutto. Qualcosa del genere.

L’importante adesso è che siamo tutti qui a festeggiare. Dopo un brindisi, mi prende sotto braccio e mi propone a bruciapelo:

“Alby, andiamo a fare il Cammino di Santiago?”.

Senza pensarci più di tanto la mia risposta fu un altro epico e sonoro “Perché no?”.

Cammino di Santiago Diario

E fu così che passammo tutta l’estate a prepararci, fisicamente e mentalmente, per la partenza verso un cammino che intraprende tanta gente. Ma anche se sempre più gente sceglie di mettersi in cammino verso Santiago de Compostela, ognuno ha il suo viaggio. Un viaggio dentro sé stesso, che in un modo o nell’altro lo cambierà.

Non si tratta di un weekend fuori porta, neanche di una settimana in solitaria. Il cammino di Santiago è una esperienza difficile da spiegare a parole. Alcuni lo miticizzano, altri lo sottovalutano.

Io qui ti voglio solo raccontare la mia esperienza personale, sperando di poter mettere per iscritto le esperienze che ho vissuto.

Saint-Jean-Pied de Port – Cammino di Santiago Diario

All’ufficio del pellegrino quasi ci scappava il morto. Anzi, la morta. Avremmo potuto iniziare la nostra avventura così, sentendoci in colpa per aver traumatizzato la dolce e gentile signora del primo “Sello”.

Perché? Perché da ragazzi irrequieti, quali siamo, volevamo partire subito da Saint Jean e iniziare il Cammino nel pomeriggio. È cosa risaputa che il meteo sui Pirenei è instabile, specialmente nelle ore serali, ma a noi spaventava di più dover attendere un’altra notte per iniziare il nostro viaggio.

E con l’augurio della signora, un tremante “Buen Camino! Adelante, adelante!” abbiamo fatto il nostro primo passo verso Santiago.

Roncisvalle – Cammino di Santiago Diario

Credo proprio che aveva ragione lei. Partendo verso le 13.00 abbiamo percorso quasi tutti i 25 km della prima tappa durante il pomeriggio con solo qualche nuvola minacciosa.

Abbiamo assaggiato la fatica delle prime salite ripide e sassose che mi hanno fatto urlare “Ma chi cazzo te l’ha fatto fare?” e “Che cazzo ti sei messo in testa? Di scalare i Pirenei? O idiota!”

Eppure nonostante i miei problemi di autostima in salita ce l’ho fatta! Problemi che si sono rapidamente risolti quando dall’alto della cima raggiunta ho potuto ammirare aquilotti e varcare il confine con la Spagna!

Continuiamo a camminare lungo il sentiero, ecco i primi incontri con i pellegrini e l’entusiasmo è arrivato subito alle stelle. Ma a soli 4 km dalla meta, Roncisvalle, ci ha pensato la pioggia a distruggere le nostre emozioni.

O almeno a darci la prima dura lezione del cammino. Ci ha travolto nel bosco, mandando giù talmente tanta acqua e grandine che non si può procedere. Siamo ormai completamente bagnati, il sentiero è diventato un torrente d’acqua che supera l’altezza dei piedi.

Intorno a noi non c’è più nessuno, siamo soli. Un piccolo rifugio ci salva dalla tormenta e possiamo chiamare i soccorsi. Arrivati a Roncisvalle a bordo della jeep dei vigili del fuoco siamo già famosi come gli intrepidi italiani in mezzo alla tempesta.

Zubiri – Cammino di Santiago Diario

Il secondo giorno di cammino comincia prima dell’alba. Siamo in un convento medievale degno dei film di Harry Potter. È ancora buio fuori, ma noi siamo impazienti di riscattare gli errori commessi il giorno prima. Dopo il brusco inizio, ci siamo già lasciati alle spalle le ripide salite sassose, le alte montagne da scalare e le spiacevoli emozioni.

Davanti a noi si apre una valle incredibilmente bella, fatta di dolci pendii verdeggianti con pascoli di mucche e paesini con case in legno. Sotto i nostri piedi scorrono uno ad uno, questi piccoli villaggi di montagna, fino ad arrivare a Zubiri.

La tappa consigliata per il secondo giorno. Con il nostro passo siamo arrivati ad ora di pranzo, ci sembra quasi uno spreco di tempo fermarci qui fino al giorno dopo. Così decidiamo di continuare fino a dove sarà possibile.

Dopo Zubiri, l’ultimo albergue prima di Pamplona è a circa 4 km, nel paesino di Larrasoana. Questo significa che oltrepassando Larrasoana si deve arrivare fino a Pamplona per trovarne un altro, quindi 42 km in totale. E noi procediamo…

Pamplona – Cammino di Santiago Diario

Ci sentiamo ancora in grado di proseguire, così decidiamo di arrivare fino alla meta. Cominciamo a scendere a fondovalle costeggiando il fiume Arga, imbattendoci in una fabbrica di minerali che sembra fregarsene della bellezza che ha intorno.

Continua a produrre e a distogliere per un attimo lo sguardo del pellegrino. Procedendo ci ritroviamo in un piccolo sentiero che continua a seguire il fiume, attorniato da una folta vegetazione e ogni tanto aperto su campi e pascoli. Scendiamo veloci, sempre più presi dalla nostra sensazione di scoperta per una valle così bella e piena di storia.

Tutto ad un tratto, oltre la collina vediamo Pamplona! Stiamo camminando da così tanto che i piedi iniziano a fare male. Un urlo di euforia ci porta fino in città dopo 42 km a piedi.

Puente la Reina – Cammino di Santiago Diario

Lasciando Pamplona si comincia a camminare attraverso i campi sterminati. Con la città alle spalle, davanti a noi si apriva un’estesa pianura coltivata a grano e in lontananza si vedeva già l’imponente altopiano di “Alto del Perdòn”.

Proprio qui si trova uno dei monumenti più famosi del Cammino dedicato al pellegrino e qui “Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas” senza saperlo abbiamo conosciuto quelli che sarebbero diventati i nostri compagni di viaggio.

Da lassù puoi ammirare tutta la valle, Pamplona, i campi infiniti, e anche le montagne da cui sei appena arrivato. E anche se sai che la strada è ancora lunga, cominci a riflettere su quello che stai facendo, tentando di vedere le cime dei Pirenei che hai scalato.

Dopo ogni salita c’è sempre una discesa, e questa è piena di ciottoli enormi che non facilitano le cose. Per non pensare alla difficoltà della discesa abbiamo iniziato a cantare canzoni italiane, e ha funzionato! Siamo riusciti a scendere così veloci.

Qui ci siamo guadagnati il titolo di “jukebox del cammino” vantando un repertorio musicale che va dagli stornelli romani ai brani che hanno fatto la storia del Rock internazionale.

Cammino di Santiago Diario

Ed è così che siamo arrivati a Puente la Reina, piccolo e grazioso paese dove secondo un’iscrizione “tutti i cammini per Santiago diventano uno solo”. Qui infatti si incrociano il passo di Roncisvalle con il Passo di Somport, si uniscono in una sola via che porta fino alla tomba dell’apostolo.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto!

Se è così condividilo con il tuo prossimo compagno di viaggio e seguimi su Instagram e Facebook per rimanere aggiornato!

TAGS

LEAVE A COMMENT

alberto branca why not travel blog
Benvenuto su Why not?

Sono Alberto, un creatore di Itinerari, appassionato di Fotografia e Viaggiatore lento.

Why not? è un contenitore di esperienze che si evolve insieme a me. Mi piace costruire il mio viaggio, studiare e trovare la vera essenza dei luoghi e delle persone che incontro lungo la mia strada.

Qui puoi trovare di sicuro Trekking, Cammini lunghi e Consigli di Viaggio.

Scopri di più

Work with me:



Airbnb Buono Regalo